domenica 30 novembre 2008

Facebook: attenti al phishing!!


Purtroppo anche Facebook, vittima del solito phishing, sta iniziando ad inviare e-mail ai propri utenti chiedendo loro di cliccare su un link in modo da poter ripristinare le impostazioni di configurazione del sito che sono state recentemente perse. Ovviamente è il solito inganno per impossessarsi delle credenziali degli utenti di Facebook.
"Sfortunatamente, le impostazioni che controllano le notifiche e-mail a voi spedite sono state perse", dice l'email. "Siamo spiacenti per il disagio. Per reimpostare la notifica della tua e-mail vai a http://www...............................
Il testo suona come tante email di phishing che abbiamo ricevuto tutti nel corso degli anni e purtroppo sono ancora molti quelli che cascano nella rete dei truffatori.
Il vero problema è che i gestori di Facebook ancora non provvedono ad avvisare gli utenti circa l’esistenza di questi attacchi di phishing contribuendo indirettamente all’effetto-inganno, anzi sembrerebbe che in alcuni casi il team di sicurezza di Facebook abbia effettivamente inviato e-mail simili a quelle classiche di phishing per far davvero ripristinare agli utenti le impostazioni originarie. Da ciò la grande confusione che si sta generando e la protesta di molti che non riescono più a distinguere tra il messaggio vero e quello truffaldino.
In questi casi l’informazione è fondamentale perché costituisce l’unica vera difesa preventiva contro questa subdola forma di inganno. La conseguenza, difatti, è stata che molti utenti di Facebook sono stati già sorpresi e non si riesce a capire come i gestori del social network non modifichino le loro comunicazioni invitando semplicemente gli utenti ad andare sul sito ufficiale e quindi accedere al loro profilo, senza indicare alcun indirizzo.

venerdì 28 novembre 2008

Biometria alla Camera dei Deputati: una nuova “deriva tecnologica”


Leggo con grande stupore che l’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità il ricorso alle impronte digitali per il voto elettronico alla Camera convinto del fatto che il sistema non violi la normativa sulla privacy.
Difatti, si sostiene nel comunicato ufficiale, che non sarà costituito nessun archivio delle impronte, che rimarranno nella sola disposizione del deputato perché riportate soltanto nel tesserino personale di riconoscimento da inserire al banco al momento del voto.
La soluzione individuata - prosegue il comunicato - consiste nell'installazione su ciascun terminale di voto di un sistema per la sua abilitazione tramite il riconoscimento dell'identità del votante sulla base di una rilevazione biometrica dei punti caratteristici delle dita della mano (cd. ''minuzie''). In pratica il terminale verrà abilitato al voto attraverso il confronto tra le minuzie contenute nella tessera e quelle del dito del deputato.
Il ricorso al sistema biometrico rientrerebbe nell’ambito delle misure per il rafforzamento della garanzia della personalità del voto.
Non so se sia stata richiesta una specifica autorizzazione all’Autorità Garante, ma sinceramente non comprendo la necessità, così come prescrive l’art. 3 del codice per la protezione dei dati personali, di ricorrere ad un simile sistema di votazione sproporzionato tra l’altro rispetto alla finalità da raggiungere. Inoltre, di fronte alla rapida ascesa delle metodologie biometriche il Garante ha sempre assunto un atteggiamento particolarmente rigido, in quanto spesso le finalità di identificazione, sorveglianza, sicurezza non possono giustificare qualsiasi utilizzazione del corpo umano resa possibile dall’innovazione tecnologica.
Vanno garantiti sempre il rispetto della dignità della persona, il rispetto dell’identità personale, il rispetto dei principi di finalità e di proporzionalità ed infine la necessaria attenzione per gli effetti cosiddetti imprevisti o indesiderati e che, invece, spesso sono conseguenze determinate da analisi incomplete o troppo interessate delle tecnologie alle quali si intende ricorrere.
Ma ciò che più preoccupa è che il problema della protezione dell’identità dai suoi possibili “furti”, già imponente nel settore del commercio elettronico, rischia di assumere aspetti preoccupanti con l’utilizzo della biometria. E la soluzione non sta certo nella semplice rinuncia alla creazione della banca dati, poiché ogni deputato sarà in possesso di una tessera comprendente il proprio dato biometrico, che in considerazione della funzione pubblica svolta dal parlamentare assume una delicatezza enorme con tutte le gravi conseguenze che si potrebbero avere in caso di furto. Solo l’esercizio delle funzioni istituzionali di un soggetto pubblico potrebbe giustificare il ricorso ai sistemi biometrici sempre qualora un risultato analogo non sia raggiungibile in altro modo meno invasivo.

mercoledì 26 novembre 2008

Second Life: è crisi?


E’ recente la notizia che la comunità 3D sviluppata nel 2003 dall'azienda americana Linden Lab perde, di fatto, la copertura mediatica della Reuters. Poco interessante, ecco come sembra agli occhi della maggiore agenzia di stampa del mondo il microcosmo virtuale. Difatti l'ultima notizia apparsa sul sito Reuters dedicato a partire dal 2006 a Second Life risale al 30 settembre. Da allora, nessuno dei due redattori-avatar, Adam e Eric Reuters pseudonimi per i giornalisti Adam Pasick e Eric Krangel, ha avuto niente da scrivere. Questa notizia associata a quella della prossima chiusura di Lively, l'ambiente virtuale tridimensionale lanciato nello scorso luglio da Google come autorevole concorrente di Second Life, crea un inevitabile allarme per le realtà virtuali del tutto insospettabile fino a poco tempo fa. Ma cosa è successo?
Indubbiamente Second Life ha vissuto un momento di gloria dovuto ad un eccessivo entusiasmo per quella che sembrava una vera e propria panacea per gli affari e le comunicazioni on line. Molti (società, università, pubbliche amministrazioni) hanno investito non poco in questo mondo virtuale facendo leva sulla novità e l’estrema flessibilità dello strumento telematico, ma le prime difficoltà di carattere giuridico, di carattere tecnico ed anche di carattere economico hanno inevitabilmente bloccato la grande crescita di Second Life, che in realtà sta vivendo un momento di stasi più che di crisi. Insomma l’entusiasmo è finito e tutti stanno rivedendo i propri propositi ed obiettivi iniziali.
Non credo comunque che Second Life sia finito, è e rimane un progetto estremamente interessante, ma molti aspetti vanno rivisti con maggiore attenzione specie quando grandi realtà sociali investono in questo mondo virtuale. La regolamentazione giuridica dei rapporti nascenti da Second Life rappresenta sicuramente uno dei problemi più rilevanti da affrontare.

martedì 25 novembre 2008

Garante: attenzione alle informative incomplete!!


L'informativa sulla privacy relativa a dati personali raccolti via web deve contenere tutte le informazioni elencate nel Codice in materia di protezione dei dati personali. Lo ha ribadito il Garante privacy che ha ingiunto ad una società il pagamento di seimila euro. La società, tramite il proprio sito web, raccoglieva i dati personali di cittadini interessati a ricevere informazioni sui servizi offerti, che riguardavano l'assistenza allo studio e la preparazione agli esami universitari. Nel sito, in particolare, venivano raccolti indirizzi e-mail e numeri di telefonia mobile, specificando che il recapito telefonico fornito dagli interessati sarebbe stato utilizzato esclusivamente "per un contatto da parte di un commerciale". Il Garante aveva contestato alla società la violazione prevista dal Codice (omessa o inidonea informativa all'interessato). La società non aveva dato corso al pagamento in misura ridotta e si era anzi opposta sostenendo non solo che l'informativa proposta conteneva tutte le informazioni specificate nel Codice, ma anche che gli indirizzi e-mail e i numeri di cellulare raccolti non potessero essere definiti dati personali, sia perché non in grado di identificare una persona, sia perché non compresi tra le tipologie annoverate nella definizione di dato personale fornita dal Codice. Tali motivazioni sono state ritenute inadeguate a giustificare il comportamento dell'azienda. "L'informativa fornita dalla società era gravemente carente" - ha commentato il relatore del provvedimento di ingiunzione, Giuseppe Fortunato -.
Agli interessati, infatti, non era dato sapere né le modalità del trattamento dei propri dati, né i soggetti ai quali potessero essere comunicati. Addirittura, gli estremi identificativi del titolare del trattamento riportati sul sito erano incompleti. Nel provvedimento viene inoltre chiarito come il numero di telefonia mobile e l'indirizzo e-mail siano appunto dati personali, tanto che una specifica sezione del Codice è stata dedicata alla disciplina dei trattamenti di dati personali effettuati tramite comunicazioni elettroniche".
A dire il vero ormai i numeri di telefonia e gli indirizzi e-mail sono diventati dati personali molto delicati poiché spesso oggetto di truffe e raggiri. Addirittura, alla luce di questi ultimi episodi, sarei dell'opinione di far rientrare gli stessi tra quei dati opersonali di cui all'art. 17 del codice per la protezione dei dati personali.

domenica 23 novembre 2008

Convegno: la tutela della privacy bancaria in Italia


Il giorno 5 dicembre 2008 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano si terrà un convegno sulla tutela della privacy bancaria in Italia. Il convegno è organizzato in collaborazione con l’ANDIP (Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy), l’Osservatorio di Milano del CSIG (Centro Studi di Informatica Giuridica) e l’Ararat Service S.r.l.
Obiettivo dell’evento è quello di fare il punto della situazione sull’applicazione della normativa in materia di protezione dei dati personali nell’ambito dei rapporti bancari.
Il convegno è strutturato in diverse sessioni e tavole rotonde: in una prima sessione si parlerà della disciplina comunitaria ed italiana del diritto alla riservatezza; in una seconda sessione si esaminerà l’organizzazione della funzione privacy in banca ed a ciò seguirà la prima tavola rotonda sulle conseguenze economiche della mancata tutela del diritto alla riservatezza. Nel pomeriggio ci sarà una terza sessione sul diritto alla riservatezza e sicurezza nel trattamento dei dati bancari e sistemi di sicurezza logica ed infine è prevista un’ultima tavola rotonda sui sistemi per la gestione della conoscenza e sistemi di sicurezza logica.

giovedì 20 novembre 2008

"Genitore virtuale": una spia informatica che non convince


Dal primo dicembre i genitori potranno contare su un nuovo strumento per controllare le conversazioni che i loro figli hanno su Internet: è in arrivo, infatti, un software che permette di sapere in tempo reale (o quasi) con chi stanno comunicando i ragazzi e di cosa stanno parlando.
Il sistema, elaborato dall'Università di Tor Vergata, dal Cnr e dall'Ecpat Italia (organizzazione per la difesa dei minori) può essere scaricato dal sito www.virtualparent.eu e in seguito si troverà anche su quello del Ministero della Comunicazione e della Commissione infanzia, al costo di 20 euro.
Il software è stato creato con la sola finalità di controllare i messaggi e le conversazioni dei ragazzi, ma non ostacola in alcun modo l’attività dei giovani.
Per quanto questo strumento ha indubbiamente il pregio di costituire un valido mezzo di prevenzione di molti crimini che avvengono tramite la Rete per l’ingenuità di molti ragazzi di comunicare facilmente dati delicati e/o sensibili, ci sono due aspetti che rendono questo software un po’ meno appetibile.
Il primo è di carattere materiale ed è legato all’onerosità dello strumento che considerate le sue finalità sociali di carattere pubblicistico (difatti verrà scaricato dal sito istituzionale del Ministero) non si comprendono.
Il secondo aspetto è più preoccupante ed è legato all’invasività dello strumento che entra prepotentemente nella vita privata dei ragazzi che di certo non gradiranno una simile intromissione da parte dei genitori.
Credo che questo sia il classico caso di utilizzo improprio delle nuove tecnologie (ricordate le derive tecnologiche di cui parlava Rodotà?) che può provocare più danni che vantaggi.
In altri termini mi domando perché creare un simile software così invasivo invece di promuovere una corretta “educazione civica” all’uso della Rete? Oggi i tempi sono cambiati e la scuola dovrebbe dedicare maggiore attenzione a queste problematiche insegnando ai ragazzi un uso consapevole della Rete.

martedì 18 novembre 2008

Maradona colpisce anche su Internet


Singolare tutela per Maradona & co. su Internet. Difatti, in Argentina approfittando di un vuoto legislativo, che vede i siti responsabili dei link che pubblicano, una settantina di celebrità, tra cui il noto campione di calcio, si sono rivolte all'avvocato Martin Leguizamon Peña per non apparire più nei risultati di Google e affini. La motivazione di questa volontà sarebbe la tutela del nome che ad esempio nel caso delle modelle veniva spesso usato come richiamo da siti pornografici.
In effetti questa pratica di bloccare le ricerche sul proprio nome non è nuova in Argentina, dove dal 2006 sarebbero stati oltre un centinaio i funzionari pubblici e le celebrità ad aver ottenuto questo trattamento. Sinceramente questa forma di tutela non la capisco e mi sembra un modo piuttosto maldestro di mettere il bavaglio ad Internet ed alla libertà di manifestazione del pensiero.
In effetti a prescindere dalle note diatribe sulle responsabilità dei provider, comunque il titolare di un sito assume la responsabilità di ciò che afferma e pubblica su Internet con tutte le naturali conseguenze di carattere giuridico, salvo poi a vedere le corresponsabilità dei provider in caso di configurazione di reati quali diffamazione o violazione del diritto all’immagine, d’autore, ecc. Ma non comprendo questa tutela a monte che ha per oggetto i motori di ricerca che altro non fanno che indicizzare contenuti inseriti da altri. In questo modo si mette sotto accusa l’intero funzionamento della Rete e non credo che questo sia il modo migliore per la regolamentazione giuridica di Internet. Ricordiamo ancora una volta che non va criminalizzata la rete, ma l’uso distorto della stessa.

domenica 16 novembre 2008

YouTube ci controllerà?


L'azienda americana ha messo online una versione di prova di un nuovo servizio che consente di conoscere in tempo reale quali video di YouTube siano visti dalle persone che hanno computer accesi nello stesso momento vicino al proprio pc. Tutto ciò è possibile attraverso l’integrazione delle informazioni di YouTube con quelle di Google e delle sue mappe, attraverso un meccanismo di geolocalizzazione, cioè di un sistema che consente di identificare su una mappa la posizione di un computer connesso a Internet o di un apparato mobile collegato alla rete telefonica. Ma anche di trasmettitori Rfid (ad esempio etichette per identificare animali), punti di connessione wi-fi, o le coordinate di un Gps. In pratica il nostro computer, quando è acceso ed è collegato alla rete, ha un indirizzo IP che lo identifica e che consente, se necessario, anche di sapere da quale punto della rete trasmette e riceve.
Ma come è possibile che strumenti tipici del web 2.0 simbolo della libertà e della condivisione si stiano trasformando in pericolosi strumenti di controllo?
Credo proprio che si stia andando troppo in là e l’integrazione YouTube – Google può diventare una bomba pericolosa ai danni della privacy degli utenti. Cerchiamo di utilizzare queste tecnologie per qualcosa di serio ed utile che possa dare un reale contributo al progresso dell’umanità ed evitiamo queste “derive tecnologiche” che servono solo a creare ulteriori problemi in un’epoca dove la riservatezza già è messa a dura prova da una tecnologia estremamente invasiva e deleteria.

mercoledì 12 novembre 2008

Tagli alla “banda larga”: un freno all’innovazione?


Secondo quanto riportato dal sole24ore.com, il Governo avrebbe deciso di “tagliare” 7,3 milioni di euro destinati originariamente alle infrastrutture per la banda larga e destinarli al Ministero per lo sviluppo economico pesantemente penalizzato dall’ultima finanziaria. La notizia ovviamente allarma tutti i sostenitori dell’innovazione tecnologica del nostro paese e fa nascere sempre maggiori interrogativi sulle ultime preoccupanti e contrastanti notizie che si sono avvicendate negli ultimi tempi sulla ristrutturazione del CNIPA o sullo sviluppo della sanità elettronica. Da un lato si parla insistentemente di utilizzo delle nuove tecnologie: vedi la legge finanziaria, gli annunci del Ministro Brunetta in materia di e-government e sanità elettronica, dall’altro si limitano i fondi destinati alle stesse tecnologie come nel caso della ristrutturazione del CNIPA o di quest’ultima decisione del Governo.
D’altronde la banda larga rappresenta il presupposto essenziale per l’effettiva digitalizzazione delle attività e il conseguente utilizzo dei servizi on line da parte dei cittadini. Lo stesso digital divide costituisce uno dei maggiori problemi del nostro paese oltre che di tutto il mondo.
Sarebbe il caso di vederci chiaro ed inizio a pensare che l’eliminazione di un ministero dedicato solo ed esclusivamente all’innovazione tecnologica sia stato un grosso errore considerato che in questo settore stia mancando quell’unitarietà di indirizzo che lo stesso ministero poteva garantire.
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martedì 11 novembre 2008

Varato il codice deontologico privacy per avvocati e investigatori privati


Le garanzie individuate dalle associazioni di categoria, hanno ricevuto l'ok del Garante. Il codice fissa le tutele per il trattamento dei dati personali dei clienti da parte di avvocati e investigatori privati, dalla fase propedeutica l'instaurazione di un giudizio fino alla fase successiva alla sua definizione. Semplificazione degli adempimenti e tutele effettive per i clienti, i cardini del codice.
Avvocati e investigatori privati potranno informare la clientela una tantum, anche oralmente in modo semplice e colloquiale sull'uso che verrà fatto dei loro dati personali. L'informativa scritta potrà anche essere affissa nello studio o pubblicata sul sito web.
Il codice specifica che sia gli avvocati che gli investigatori privati devono adottare adeguate misure di sicurezza dei sistemi informatici per evitare accessi abusivi o furti di dati e custodire con cura fascicoli e documentazione, in modo da evitare che personale non autorizzato o estranei possano prenderne visione.
Gli avvocati, in particolare, devono fornire anche concrete istruzioni al personale di studio affinché si pongano speciali cautele in caso di utilizzo di registrazioni audio/video, di tabulati telefonici, di perizie ecc. e devono vigilare affinché si eviti l'uso ingiustificato di informazioni che potrebbero comportare gravi rischi per il cliente. Atti e documenti, una volta estinto il procedimento o il mandato, possono essere conservati in originale o in copia, solo se risultino necessari per altre esigenze difensive della parte assistita o dell'avvocato.
Gli investigatori, da parte loro, non possono intraprendere di propria iniziativa investigazioni, ricerche o altre forme di raccolta dei dati. Le investigazioni sono lecite solo se l'incarico è conferito per iscritto da un difensore o da un altro soggetto. L'incarico ricevuto va eseguito personalmente: ci si può avvalere di altri investigatori privati se nominati all'atto del conferimento oppure successivamente purché tale possibilità sia stata prevista. Conclusa l'attività investigativa, e comunicati i risultati al difensore o a chi ha conferito l'incarico, i dati raccolti devono essere cancellati. L'archivio deve essere periodicamente controllato e contenere solo informazioni pertinenti ed indispensabili.
Il rispetto del codice costituisce condizione essenziale per la liceità e correttezza del trattamento dei dati personali.
Il codice di deontologia, che verrà presto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entra in vigore il 1 gennaio 2009 ed è stato sottoscritto dal Consiglio nazionale forense, dall'Unione camere penali, dell'Unione camere civili, dall'Unione avvocati europei, dall'Associazione italiana giovani avvocati, dall'Organismo unitario dell'avvocatura italiana, da Federpol e da Aipros.
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lunedì 10 novembre 2008

Presto la sanità sarà elettronica: ma siamo sicuri?


Una sanita' elettronica, dove le ricette e i certificati saranno documenti digitali, dove tutti i medici di base saranno in rete e collegati tra di loro, dove le prenotazioni si faranno on line e digitale sara' pure il fascicolo sanitario dei cittadini italiani.
Il ministro per la Pubblica Amministrazione ed Innovazione Renato Brunetta, promette che "non e' un sogno, ma un piano per il quale gia' stiamo lavorando con Welfare, Inps, il mio Ministero e il Ministero del Tesoro e che passera' dalla Conferenza unificata Stato-Regioni". Il tutto dovrebbe arrivare entro il 2010.
Il progetto per la sanita' elettronica e' stato anticipato dal ministro al Forum Meridiano Sanita' aperto a Cernobbio. Alla platea il ministro ha detto che "Sono oltre 55mila i medici da mettere in rete, il 40% sono gia' connessi, dobbiamo raggiungere il restante 60%. Pensate come in questo modo - ha detto il Ministro - si puo' raggiungere un enorme potenziale di know how di efficienza e di competenze; certificati di malattia tradotti in documenti digitali e prescrizioni farmaceutiche in formato digitale entro il 31 dicembre del 2009". E, nell'annunciare l'intervento, Brunetta ha richiamato l'attenzione sul grande numero di certificati cartacei che impegna l'Inps e che necessitano di molto tempo prima di essere controllati. "Se invece sono digitalizzati - ha fatto notare - arrivano on line in tempo reale a qualsiasi luogo di controllo", un modo per pareggiare il pubblico e privato, laddove nel primo caso e' ancora il dipendente che consegna il certificato al proprio datore di lavoro nel momento del rientro.
Sara' invece graduale l'introduzione del fascicolo sanitario elettronico che avverra' in un arco di tempo che va dal 2009 al 2010; anno, quest'ultimo, che vedra' estesi su tutto il territorio nazionale i sistemi di prenotazione on line. "Facciamo tutto questo - ha sottolineato Brunetta - perche' 15 miliardi di euro l'anno, pari ad oltre l'8% del Pil, con una proiezione all'11% nel 2025, e' una grande quantita' di dispendio. Queste risorse richiedono piu' efficienza e la si puo' raggiungere perche' le nuove tecnologie lo consentono".
L’intento del ministro è encomiabile e l’utilizzo dell’innovazione tecnologica in campo sanitario sarebbe davvero auspicabile sia per una maggiore efficienza che per una maggiore economicità del servizio. Il problema è che gli obiettivi dell’e-government risalenti all’anno 2000 non sono stati ancora raggiunti, che la digitalizzazione dei documenti è ancora una chimera in ambito pubblicistico, che i servizi on line della pubblica amministrazione non hanno ancora visto la luce, che la gestione elettronica documentale nel pubblico non esiste e di tutto questo ormai si parla da anni. Come pensa il ministro di riuscire nell’intento di digitalizzare l’attività sanitaria nello spazio di così poco tempo?
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domenica 9 novembre 2008

Borruso e l'informatica giuridica


Ieri ho partecipato al Convegno “I nuovi approdi dell’informatica giuridica” organizzato egregiamente dall’amico Leo Stilo direttore della rivista “Il nuovo diritto” ed ho avuto l’occasione di rivedere uno dei padri fondatori dell’informatica giuridica nonché mio maestro per eccellenza: Renato Borruso.
Il Presidente Borruso oltre ad essere stato una personalità di spicco della magistratura italiana ha avuto il grande merito di intuire prima di tutti i reali vantaggi dell’apporto dell’informatica nel campo del diritto ed ha approfondito la materia scrivendo fondamentali libri che hanno definito in maniera inequivocabile i contorni dell’informatica giuridica intesa in senso ampio e cioè comprensiva anche del diritto dell’informatica.
Come sempre il suo intervento è stato particolarmente brillante ed a dispetto della sua non più giovane età ha, con grande chiarezza e precisione, illustrato concetti che sono alla base dell’informatica giuridica e che spesso non vengono approfonditi come la definizione di computer (peraltro termine mai presente nei provvedimenti legislativi), la differenza tra elettricità ed elettronica (poco chiara devo dire anche al sottoscritto), la configurabilità del software come elemento psichico del computer (una sorta di anima), l'importanza dell'interpretazione nel campo del diritto. Devo dire che il Presidente ha avuto parole critiche ampiamente condivisibili sull’attuale stato della legislazione “una vera e propria babele” che specie nel settore dell’innovazione tecnologica presenta tutte le sue debolezze ed imprecisioni.
Non nascondo il fatto che la presenza del grande maestro, il fatto di essere seduto vicino a lui mi ha realmente commosso ed emozionato ed i miei pensieri sono volati immediatamente al passato, quando oltre dieci anni fa, timido ed impacciato, lo telefonai chiedendo la cortesia di scrivere una prefazione alla mia prima versione del piccolo manuale di informatica giuridica che mi accingevo a pubblicare con la casa editrice “Simone”. Il Presidente Borruso con grande gentilezza mi spiegò la propria indisponibilità, ma in compenso fu disponibilissimo a darmi mille consigli tutti estremamente preziosi e quando mi spedì un estratto dell’enciclopedia del diritto con la sua definizione di “informatica giuridica” mi dette una gioia enorme.
Per la cronaca il convegno è andato molto bene e c’è stata una buona partecipazione di studiosi e professionisti davvero molto motivati ad approfondire i diversi argomenti trattati da noi relatori.
Insomma il Presidente Borruso con il suo entusiasmo ed il suo instancabile lavoro ha seminato bene ed ormai può contare su diversi eredi potenziali anche se fin quando ci onorerà della sua presenza a convegni, seminari ed altri eventi rimarrà sempre l’unico inimitabile “maestro”.
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mercoledì 5 novembre 2008

Google Street View: dov'è la privacy?


Come è noto il servizio Street View che consente di passeggiare virtualmente tra le strade tracciate su Google Maps è disponibile da poco anche in Italia e già da qualche giorno integra le immagini di Roma, Firenze, Milano e del lago di Como. Lo strumento è quello conosciuto: una mappa fotografica che cattura metro per metro le strade e le vie delle città consentendo di osservarle a 360 gradi. L'alta definizione delle immagini e la capillarità della copertura garantiscono un'esperienza davvero gradevole all'utente, il tutto ovviamente viene offerto gratuitamente nella migliore tradizione dei servizi Google, ed è inserito anche nella simulazione del mondo che la stessa società offre tramite Google Earth (che a differenza delle Maps è un software da scaricare ed è quindi consultabile anche in modalità offline).
Inevitabilmente il servizio ha creato sin dall’inizio e crea tutt’ora non pochi problemi di privacy dovuti alle numerose proteste relative ad alcuni scatti ritenuti poco opportuni dagli ignari soggetti.
Google reagisce alle accuse dichiarando di aver scattato solo da luoghi pubblici e senza violare la proprietà privata ed ha sempre risposto alle segnalazioni di infrazione con la rimozione delle immagini contestate. Inoltre Google Street View prevede l’oscuramento di volti e targhe automobilistiche (per la verità non sempre) nelle riprese effettuate dall’alto, proprio per evitare che qualcuno si veda immortalato pubblicamente (e distribuito online) senza autorizzazione, con conseguente violazione del diritto alla privacy garantito dal nostro ordinamento.
A seguito delle diverse lamentele è intervenuto il Garante per la protezione dei dati personali che ha aperto un “fascicolo” sulla questione ed ha chiesto a Google una serie di garanzie in più a suggello dell’assicurazione espressa dal colosso del web che i diritti della privacy non saranno violati. In particolare si pretenderà che l’informativa sia più visibile e che le auto di Google siano ben riconoscibili, magari anche con l'uso di segnalazione sonora, in modo che chi vuole si possa sottrarre in tempo alle riprese. Inoltre l’Autorità monitorerà l'efficacia del sistema di cancellazione delle immagini a richiesta.
Il tutto però dovrebbe avvenire sulla base di quell’orientamento prevalente in Europa per cui la finalità di Street View non è spiare la gente ma far conoscere i luoghi.
Resta da vedere se verrà mai rispettato quel famoso principio di necessità che è alla base dell’intera normativa posta a protezione dei dati personali.
Street view privacy protezione dati personali Google maps Garante

martedì 4 novembre 2008

ICT e P.A.: gli obiettivi per un'amministrazione efficiente


Il ministro della Pubblica Amministrazione ed Innovazione Renato Brunetta annuncia gli obiettivi per una PA efficiente: e-mail per tutti e banda larga.
In particolare tutti i cittadini avranno una casella di posta elettronica per poter comunicare con la Pubblica Amministrazione e da cui ricevere tutte le comunicazioni.
L'obiettivo è uno tra quelli annunciati ai membri della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera nel corso dell'audizione a Montecitorio nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle prospettive delle nuove reti del sistema delle comunicazioni elettroniche.
La misura che si aggiunge all'implementazione della banda larga, della telemedicina, dell'infomobilità e dei servizi informativi territoriali, mira a eliminare l'uso della carta nelle comunicazioni tra le amministrazioni centrali al fine di rendere più immediate la circolazione delle comunicazioni e garantire alla PA un notevole risparmio economico.
Ogni implementazione e sviluppo dell'ICT inevitabilmente determineranno una domanda di banda larga.
Infatti il ministro dichiara: «questi futuri sviluppi genereranno una domanda di banda larga crescente cui la Pubblica Amministrazione deve far fronte per evitare che i limiti infrastrutturali ne rallentino lo sviluppo causando danni al mercato e ai cittadini».
Per quanto riguarda gli altri obiettivi per la telemedicina si implementeranno i servizi di telediagnostica e di collaborazione telematica con le aziende ospedaliere, per l'infomobilità si punterà ai servizi per la gestione del traffico e quelli del monitoraggio merci ed infine si lavorerà per rendere più efficienti anche i sistemi informativi territoriali mediante banche dati catastali.
Il ministero punterà all'implementazione di soluzioni ICT per la sicurezza quali i sistemi di telerilevamento per anziani oltre che appositi soluzioni in aiuto dei disabili.
Per Brunetta questi obiettivi sono una sfida possibile, seguirà poi una fase di misurazione qualitativa per la valutazione da parte dei cittadini.
Saranno questi i progetti cui fa riferimento Brunetta a proposito della ristrutturazione del CNIPA?
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