domenica 14 dicembre 2008

La politica e la Rete: rapporto sincero o strumentale?


Sembra sia divenuta una nuova moda della politica. Non solo essere presenti su Facebook, ma parlarne e non sempre in maniera attenta e corretta. In particolare, si fa riferimento alla famosa questione della regolamentazione della Rete che ha visto prima Berlusconi sottolineare la necessità di disciplinare Internet e poco tempo dopo Veltroni che parla di libertà della Rete riferendosi in maniera esplicita a quanto affermato dal Presidente del Consiglio.
Insomma la querelle politica si sposta anche in Rete e sulla Rete, ma con il rischio che a farne le spese sia proprio la Rete.
La Rete nasce libera ed è giusto che non vada imbrigliata, ma un conto è la libertà ed altro conto è l’arbitrio. Stiamo vedendo come negli ultimi tempi la criminalità sta concentrando la propria attenzione proprio su Internet come strumento per realizzare i propri obiettivi, facilitando la realizzazione di crimini già noti prima della Rete e consentendo la realizzazione di nuovi crimini informatici. Inoltre specie per gli adolescenti le insidie della Rete sono tante ed è giusto che in qualche modo si cerchi di correggere queste storture senza però arrivare a censurare Internet.
Ma come? Sicuramente non con i proclami dei politici in cerca di facili consensi, ma in modo oculato, ponendosi in un’ottica internazionalista e pragmatistica avvalendosi della preziosa collaborazione degli operatori del settore.
Ed è proprio questo il punto, solo chi lavora con Internet può effettivamente dare il contributo migliore e suggerire le soluzioni più corrette.