domenica 21 dicembre 2008

Convegno Locri: I nuovi approdi dell'informatica giuridica


Il convegno di Locri dal titolo “I nuovi approdi dell’informatica giuridica” ha rappresentato una sfida importante che è stata vinta all’insegna del diritto delle nuove tecnologie. In uno scenario molto suggestivo quale la sala del Consiglio comunale si è vista una buona e qualificata partecipazione di pubblico, che ha gratificato il notevole impegno dell’organizzazione e degli stessi relatori i quali hanno cercato con i loro interventi di suscitare l’interesse del pubblico sulle nuove tematiche dell’informatica giuridica per poi proporre soluzioni o dare utili consigli sul corretto utilizzo delle nuove tecnologie.
Il convegno è stato magistralmente moderato dall’avv. Bruno Fiammella che ha saputo tenere alto l’interesse anche nei rari momenti di intervallo dovuti alle solite piccole difficoltà tecniche brillantemente risolte.
Il primo intervento del sottoscritto ha introdotto quella che è stata una tematica centrale del convegno e cioè i rapporti tra il diritto e le nuove tecnologie con un occhio particolare ad Internet ed alle sue nuove applicazioni cioè il web 2.0. E' ormai necessaria una regolamentazione della rete condotta in un’ottica internazionalistica ed in piena collaborazione con gli operatori del settore che più di tutti conoscono la filosofia e la tecnologia che sta alla base di Internet. Troppi sono i problemi giuridici che possono nascere a seguito dell’uso inconsapevole di strumenti come i social network, i blogs, i programmi di file sharing ed è quindi necessario cercare di intervenire anche in modo preventivo educando i giovani all’uso della rete. Regolamentare però non deve significare imbrigliare la Rete imponendo il rispetto di regole rigide che porterebbero in breve tempo alla fine di Internet.
L’avv. Roberto Scavizzi ha approfondito un argomento estremamente stimolante e di grande attualità come l’accesso ai servizi finanziari mediante gli strumenti informatici dove fondamentalmente è necessario soddisfare due fondamentali requisiti quali la sicurezza e la trasparenza. L’informatica è ormai presente in tutte le attività dell’uomo e consente una maggiore snellezza, semplicità, trasparenza delle transazioni. Talvolta però in un settore come quello finanziario, estremamente complesso, dove è necessario fornire al consumatore-cliente numerose informazioni come prescritto dalla normativa, prima di tutto dal codice del consumo, lo strumento informatico non viene utilizzato in maniera ottimale, in quanto si privilegia solo la parte applicativa, ma si trascura quella di assistenza al cliente che va condotto passo per passo ed in maniera consapevole all’uso dello strumento finanziario. Secondo l’avv. Scavizzi tutto ciò è possibile implementando delle applicazioni che facendo uso degli operatori logici di Boole e di altri strumenti dell’informatica giuridica possono agevolare il ricorso allo strumento finanziario.
L’avv. Massimo Melica con un brillante intervento ha illustrato i c.d. social network ed in particolare quello per eccellenza cioè “facebook” mettendo in guardia il pubblico sull’uso indiscriminato di queste piattaforme, che rischiano di far perdere con grande facilità all’utente il controllo dei propri dati personali. Anche i Garanti europei, in un recente incontro, adottando due risoluzioni hanno sottolineato questi rischi ed in particolare con la “risoluzione sulla tutela della privacy nei servizi di social network” hanno sottoposto diverse raccomandazioni agli utenti ed ai fornitori di servizi di social network. Ai primi è stato suggerito di valutare con attenzione la pubblicazione di determinate informazioni e rispettare la privacy altrui. Mentre ai fornitori di servizi è stato chiesto di rispettare gli standard in materia di privacy, informare gli utenti in merito al trattamento dei dati personali che li riguardano, consentire il controllo degli utenti sui propri dati, prevedere impostazioni di default che garantiscano una tutela sufficiente della privacy degli utenti, garantire la sicurezza, consentire il diritto di accesso, permettere agli utenti di recedere facilmente dal servizio cancellando i propri dati, consentire l’utilizzo di pseudonimi, impedire l’accesso abusivo di terzi e l’indicizzazione dei motori di ricerca dei profili-utente.
L’avv. Antonino Quattrone ha illustrato con chiarezza un argomento in genere molto ostico anche per i giuristi e cioè gli aspetti fiscali connessi alle nuove tecnologie che ultimamente con il progresso del commercio elettronico stanno assumendo una notevole rilevanza. L’avv. Quattrone si è soffermato sulla fatturazione elettronica e la dematerializzazione dei documenti cartacei. Inoltre ha commentato il d.lgs. n. 273/2003 che ha recepito in Italia il nuovo regime Iva del commercio elettronico, previsto dalla direttiva 2002/38/Ce. Il decreto ha modificato l'attuale struttura Iva dei servizi di «commercio elettronico diretto» (come la vendita on-line di software) e di quelli di radiodiffusione e televisione; gli interventi riguardano principalmente la territorialità dell'imposta e rendono operativo in Italia il cosiddetto regime speciale previsto per i soggetti extracomunitari.
Originale ed accattivante l’intervento dell’avv. Leo Stilo direttore della rivista “Il Nuovo Diritto” che ha organizzato l’evento. L’avv. Stilo ha parlato dell’identità digitale, che ormai con l’introduzione delle nuove tecnologie ha assunto una rilevanza predominante assumendo caratteristiche tra l’altro diverse rispetto alla stessa identità personale di un individuo che è unica e propria dell’interessato, mentre l’identità digitale nasce dalle tante tracce presenti in rete e finisce per essere il riflesso dell’immagine che si vuole dare di sé stessi alla collettività. Resta il fatto che l’identità digitale è diventato un bene prezioso da tutelare, perché la sua violazione ed in particolare il suo furto può portare a conseguenze molto spiacevoli.
Infine l’intervento del prof. Renato Borruso ha come sempre catalizzato l’attenzione del pubblico. Il famoso studioso a dispetto della sua non più giovane età ha, con grande chiarezza e precisione, illustrato concetti che sono alla base dell’informatica giuridica e che spesso non vengono approfonditi come la definizione di computer (peraltro termine mai presente nei provvedimenti legislativi), la configurabilità del software come elemento psichico del computer (una sorta di anima), l'importanza dell'interpretazione nel campo del diritto, e principalmente la necessità di considerare il computer non semplicemente come strumento di calcolo o di diffusione di informazioni, ma principalmente come macchina cibernetica in grado di eseguire i comandi dell’uomo (il software) con grande precisione e velocità. In questo senso è possibile parlare di un’etica collegata al computer che può, se sapientemente programmato, esercitare un’attività tradizionalmente umana, purché razionale. In tale ottica può essere considerato un automa tale da sostituire l’uomo.
Da rilevare anche un simpatico fuori programma rappresentato dall’intervento di un omonimo del direttore della rivista “Il Nuovo Diritto”, un giovane avvocato, che ha brevemente ricordato al pubblico che Zaleuco di Locri è stato senza dubbio il primo legislatore del mondo occidentale ad aver realizzato un codice scritto andato poi perduto. Zaleuco, in un’epoca dove si affidava all’arbitrio dei giudici il compito autonomo di determinare la pena per ciascun delitto, affermava che “la Legge doveva essere uguale per tutti ed a tutti nota”, non discostandosi dall’odierno principio di legalità fisso nell’ordinamento e che campeggia sulle mura dei nostri tribunali.
Il bilancio finale di questo convegno, quindi, è stato più che positivo e bisogna ringraziare davvero gli organizzatori, prima di tutto Leo Stilo per aver contribuito a diffondere il “verbo” dell’informatica giuridica in una cittadina che, pur non essendo una metropoli, ha una grande tradizione giuridica che può e deve coniugarsi con l’innovazione tecnologica.