mercoledì 26 novembre 2008

Second Life: è crisi?


E’ recente la notizia che la comunità 3D sviluppata nel 2003 dall'azienda americana Linden Lab perde, di fatto, la copertura mediatica della Reuters. Poco interessante, ecco come sembra agli occhi della maggiore agenzia di stampa del mondo il microcosmo virtuale. Difatti l'ultima notizia apparsa sul sito Reuters dedicato a partire dal 2006 a Second Life risale al 30 settembre. Da allora, nessuno dei due redattori-avatar, Adam e Eric Reuters pseudonimi per i giornalisti Adam Pasick e Eric Krangel, ha avuto niente da scrivere. Questa notizia associata a quella della prossima chiusura di Lively, l'ambiente virtuale tridimensionale lanciato nello scorso luglio da Google come autorevole concorrente di Second Life, crea un inevitabile allarme per le realtà virtuali del tutto insospettabile fino a poco tempo fa. Ma cosa è successo?
Indubbiamente Second Life ha vissuto un momento di gloria dovuto ad un eccessivo entusiasmo per quella che sembrava una vera e propria panacea per gli affari e le comunicazioni on line. Molti (società, università, pubbliche amministrazioni) hanno investito non poco in questo mondo virtuale facendo leva sulla novità e l’estrema flessibilità dello strumento telematico, ma le prime difficoltà di carattere giuridico, di carattere tecnico ed anche di carattere economico hanno inevitabilmente bloccato la grande crescita di Second Life, che in realtà sta vivendo un momento di stasi più che di crisi. Insomma l’entusiasmo è finito e tutti stanno rivedendo i propri propositi ed obiettivi iniziali.
Non credo comunque che Second Life sia finito, è e rimane un progetto estremamente interessante, ma molti aspetti vanno rivisti con maggiore attenzione specie quando grandi realtà sociali investono in questo mondo virtuale. La regolamentazione giuridica dei rapporti nascenti da Second Life rappresenta sicuramente uno dei problemi più rilevanti da affrontare.