mercoledì 5 novembre 2008

Google Street View: dov'è la privacy?


Come è noto il servizio Street View che consente di passeggiare virtualmente tra le strade tracciate su Google Maps è disponibile da poco anche in Italia e già da qualche giorno integra le immagini di Roma, Firenze, Milano e del lago di Como. Lo strumento è quello conosciuto: una mappa fotografica che cattura metro per metro le strade e le vie delle città consentendo di osservarle a 360 gradi. L'alta definizione delle immagini e la capillarità della copertura garantiscono un'esperienza davvero gradevole all'utente, il tutto ovviamente viene offerto gratuitamente nella migliore tradizione dei servizi Google, ed è inserito anche nella simulazione del mondo che la stessa società offre tramite Google Earth (che a differenza delle Maps è un software da scaricare ed è quindi consultabile anche in modalità offline).
Inevitabilmente il servizio ha creato sin dall’inizio e crea tutt’ora non pochi problemi di privacy dovuti alle numerose proteste relative ad alcuni scatti ritenuti poco opportuni dagli ignari soggetti.
Google reagisce alle accuse dichiarando di aver scattato solo da luoghi pubblici e senza violare la proprietà privata ed ha sempre risposto alle segnalazioni di infrazione con la rimozione delle immagini contestate. Inoltre Google Street View prevede l’oscuramento di volti e targhe automobilistiche (per la verità non sempre) nelle riprese effettuate dall’alto, proprio per evitare che qualcuno si veda immortalato pubblicamente (e distribuito online) senza autorizzazione, con conseguente violazione del diritto alla privacy garantito dal nostro ordinamento.
A seguito delle diverse lamentele è intervenuto il Garante per la protezione dei dati personali che ha aperto un “fascicolo” sulla questione ed ha chiesto a Google una serie di garanzie in più a suggello dell’assicurazione espressa dal colosso del web che i diritti della privacy non saranno violati. In particolare si pretenderà che l’informativa sia più visibile e che le auto di Google siano ben riconoscibili, magari anche con l'uso di segnalazione sonora, in modo che chi vuole si possa sottrarre in tempo alle riprese. Inoltre l’Autorità monitorerà l'efficacia del sistema di cancellazione delle immagini a richiesta.
Il tutto però dovrebbe avvenire sulla base di quell’orientamento prevalente in Europa per cui la finalità di Street View non è spiare la gente ma far conoscere i luoghi.
Resta da vedere se verrà mai rispettato quel famoso principio di necessità che è alla base dell’intera normativa posta a protezione dei dati personali.
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