mercoledì 15 ottobre 2008

E' arrivato il "pizzo informatico"

La camorra e la mafia per stare al passo con la tecnologia si aggiornano e sbarcano su Internet. Nata con le transazioni bancarie, tra la Colombia e la Svizzera, per pagare le rette del narcotraffico ai tempi di Pablo Escobar, la criminalità informatica ha fatto un salto di qualità.
La novità è il “pizzo informatico”. Un vero e proprio taglieggiamento perpetrato ai danni di imprenditori , che con coraggio e non pochi investimenti, hanno trasferito la propria attività on-line.
Il Commercio elettronico negli ultimi anni ha fatto passi da gigante e molte aziende vendono in rete qualsiasi tipo di merce. Dal libro e-book al brano musicale mp3. Dallo spazzolino dei denti che vibra, alla crema antirughe, alle alghe cinesi. Tanto traffico, tanto business. E dove aumentano gli affari la criminalità fa banco.
Le minacce arrivano con la compiacenza di tecnici informatici senza scrupoli che invece di far saltare le vetrine o le saracinesche alla vecchia maniera, attaccano con software ed hardware i computer ed i server dei malcapitati, bloccando ordini, operazioni di magazzino, che, anche se non visibili come negozi o industrie, ci sono e fruttano tanto. L’avvertimento è come quello solito. Cambia solo la tecnica, difatti, arriva un’e-mail anonima: “O paghi o ti blocchiamo il sito internet”, non ci rispondi? E noi ti chiudiamo il business, basta un click”. E chissà se poi si passa alla violenza fisica.
Certo, ormai, in un mondo fatto di economia globale, di banche computerizzate, di processo telematico, le truffe on-line hanno già superato quelle tradizionali. E allora, nel nostro futuro dove non si potrà bloccare il progresso, riuscirà la “sicurezza” a stare al passo?
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